In ricordo di Gianfranco Rebora

Maestro dell’organizzazione, studioso della sua “terra di mezzo”

La comunità italiana degli studiosi di organizzazione perde una delle sue figure più autorevoli e amate. Con la scomparsa di Gianfranco Rebora, Gianni, per quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo e di lavorargli accanto, viene meno un maestro che ha attraversato mezzo secolo di pensiero organizzativo, contribuendo a definirne il linguaggio, gli strumenti e, soprattutto, il senso. Pochi come lui hanno saputo tenere insieme il rigore della progettazione organizzativa, le strutture, i processi, i ruoli, e l’attenzione alla dimensione umana, culturale e morale del lavoro. Lo testimoniano opere che resteranno punti di riferimento, da Scienza dell’organizzazione. Il design di strutture, processi e ruoli (Carocci, 2017) a Governare le organizzazioni nel rumore e nel caos (ESTE, 2023), fino al manifesto Illuminare le organizzazioni (2024), nel quale invitava a squarciare il velo di opacità che spesso altera la visione delle organizzazioni reali — quelle che egli considerava la risorsa centrale delle società moderne. 

È in quel manifesto che si coglie forse il lascito più limpido del suo pensiero: l’idea dell’organizzazione come “terra di mezzo” tra l’individuo e la società, luogo nel quale le persone vivono gran parte della propria esistenza e che merita perciò di essere illuminato, compreso, governato con responsabilità. Una visione esigente e profondamente civile dello studio dell’organizzazione, lontana da ogni tecnicismo fine a sé stesso. 

Per oltre quindici anni direttore responsabile di Sviluppo & Organizzazione, Rebora ha fatto di quella rivista un crocevia vivo del dibattito organizzativo italiano. Memorabile, in particolare, la sua attitudine a leggere film e romanzi come straordinari materiali di riflessione manageriale: da Kundera al cinema d’impresa, mostrava come la cultura sappia dire dell’organizzazione ciò che i soli modelli non riescono a cogliere. Era, questo, lo stile di uno studioso colto, curioso, generoso, capace di parlare ai giovani come ai vertici delle istituzioni. 

La comunità dell’ASSIOA e questa rivista hanno con Gianfranco Rebora un debito che non si esaurisce nelle citazioni: è il debito verso chi ci ha insegnato a guardare le organizzazioni con intelligenza e con rispetto. A noi resta il compito di raccoglierne l’eredità e di continuare a illuminare, come lui avrebbe voluto. 

Alla famiglia, agli allievi, ai colleghi e ai tanti lettori che lo hanno seguito nel tempo va l’abbraccio commosso di ASSIOA e Prospettive in Organizzazione.

Luigi Moschera

Presidente di Assioa

Marcello Martinez

Direttore di Prospettive in Organizzazione

Autori

+ articoli

Università della Campania Luigi Vanvitelli

Università degli Studi di Napoli Parthenope

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