Numero 35 2026 – Special Issue – Organizzare la transizione verso sostenibilità e digitalizzazione

Introduzione alla Special Issue
Diego Campagnaolo, Massimiliano Pellegrini

Gli anni più recenti hanno reso evidente come sostenibilità e digitalizzazione non rappresentino traiettorie indipendenti di innovazione, ma processi profondamente intrecciati che ridefiniscono strutture organizzative, modelli di business, competenze e relazioni tra imprese, istituzioni e territori. La cosiddetta twin transition costituisce una delle principali sfide manageriali e organizzative per sistemi produttivi, amministrazioni pubbliche e servizi collettivi, imponendo alle organizzazioni non soltanto l’adozione di nuove tecnologie o pratiche ambientali, ma una più ampia capacità di ripensare i propri assetti operativi, culturali e strategici. Questa Special Issue nasce precisamente dall’esigenza di approfondire, da una prospettiva organizzativa, i processi attraverso cui la sostenibilità e la digitalizzazione prendono forma nelle pratiche concrete delle organizzazioni. Il call for papers invitava infatti a interrogarsi sui modelli organizzativi, le pratiche manageriali, le forme di governance e le dinamiche di cambiamento che consentono alle imprese e alle istituzioni di affrontare efficacemente la twin transition. I contributi raccolti in questo numero mostrano con chiarezza come la transizione non sia un fenomeno esclusivamente tecnologico o normativo, ma un processo eminentemente organizzativo. Ciò che emerge trasversalmente è che sostenibilità e digitalizzazione diventano realmente trasformative solo quando si accompagnano a nuove forme di coordinamento, apprendimento, partecipazione e ridefinizione dei ruoli organizzativi.

Un primo elemento comune riguarda la centralità del cambiamento organizzativo pianificato. La rilevanza della governance e della capacità di coordinare processi complessi emerge nel contributo di Marseglia, Iarlori, Volino Coppola e Irace. Attraverso l’analisi del caso Alia Servizi gli autori mostrano come la digitalizzazione di un grande operatore di servizi ambientali non possa limitarsi all’introduzione di sensoristica o infrastrutture digitali, ma richieda una profonda ridefinizione dei processi e dell’organizzazione del lavoro. L’adozione di sistemi IoT, strumenti data-driven e modelli di raccolta “on demand” ha infatti imposto la costruzione di team cross-funzionali, assetti modulari e logiche decisionali bottom-up orientate alla resilienza organizzativa. In questo caso, la twin transition assume la forma di una trasformazione simultanea di tecnologia, organizzazione e cultura aziendale.

Una seconda dimensione trasversale ai contributi riguarda il ruolo delle organizzazioni pubbliche e dei servizi collettivi nella promozione della sostenibilità. Con un contributo di taglio teorico, Romanelli sottolinea come le amministrazioni pubbliche orientate alla sostenibilità siano chiamate a valorizzare la motivazione al servizio pubblico, il coinvolgimento delle persone e la costruzione di valore sociale per le comunità. La sostenibilità viene interpretata non soltanto come obiettivo ambientale, ma come paradigma manageriale capace di orientare comportamenti organizzativi, leadership e relazioni collaborative. In questa prospettiva, la motivazione al servizio pubblico diventa una leva essenziale per sostenere il cambiamento e generare benessere collettivo. Anche il contributo dedicato alla sanità digitale conferma come la twin transition abbia implicazioni profondamente organizzative e istituzionali. Attraverso l’analisi di un caso di digitalizzazione amministrativa nel settore sanitario, Laurita, Ponte, Zamarian e Zanutto mostrano come la digitalizzazione di procedure apparentemente semplici – come il cambio del medico di medicina generale – possa produrre effetti significativi in termini di sostenibilità ambientale, efficienza operativa e qualità del servizio. La riduzione degli spostamenti fisici, l’alleggerimento del carico amministrativo e la ridefinizione delle competenze del personale evidenziano come la digitalizzazione agisca contemporaneamente sui processi, sulle professionalità e sulla relazione tra cittadini e sistema sanitario. Il concetto di twin transition viene qui interpretato come convergenza tra innovazione digitale e sostenibilità ambientale all’interno di sistemi organizzativi complessi e frammentati. Una terza questione centrale che attraversa i contributi riguarda il ruolo delle piccole e medie imprese. Le PMI, spesso caratterizzate da risorse limitate, rappresentano tuttavia contesti privilegiati per osservare processi di adattamento rapido, sperimentazione e innovazione organizzativa. Basandosi su tre casi studio di PMI italiane del settore moda, il contributo di Leonelli, Kazemargi e Di Pietro mostra come sostenibilità e digitalizzazione stiano ridefinendo modelli di business, relazioni con gli stakeholder e modalità operative. Produzione on demand, utilizzo di piattaforme digitali, economia del noleggio, valorizzazione delle filiere locali e smart working diventano esempi concreti di come la twin transition possa tradursi in nuove configurazioni organizzative. Particolarmente interessante è il fatto che, nei casi analizzati, le imprese più giovani sembrano mostrare una maggiore capacità di integrare sostenibilità e tecnologie digitali all’interno della propria identità organizzativa. Nel loro insieme, i contributi della Special Issue suggeriscono almeno tre riflessioni di carattere generale. In primo luogo, la twin transition richiede una prospettiva sistemica. La sostenibilità non può essere affrontata separatamente dalla digitalizzazione, così come l’innovazione tecnologica non può essere disgiunta dalle implicazioni organizzative e sociali che produce. I casi analizzati mostrano come le organizzazioni più efficaci siano quelle capaci di integrare simultaneamente tecnologie, competenze, cultura organizzativa e relazioni con gli stakeholder. In secondo luogo, emerge con forza il ruolo delle persone. La trasformazione sostenibile e digitale richiede competenze nuove, capacità di apprendimento continuo, leadership collaborative e coinvolgimento diffuso. La resistenza al cambiamento, richiamata in più contributi, non rappresenta soltanto un ostacolo operativo, ma una questione culturale e organizzativa. In questa prospettiva, la twin transition non viene interpretata soltanto come una questione tecnologica, ma come un processo che pone al centro i soggetti coinvolti nell’implementazione e nella gestione del cambiamento. Ciò apre nuovi spunti di ricerca legati alle dimensioni cognitive, interpretative e valutative che orientano le decisioni e i percorsi di trasformazione organizzativa. Infine, questa Special Issue evidenzia la crescente centralità della dimensione organizzativa nei processi di transizione. Le tecnologie digitali, le politiche ESG o le pressioni normative costituiscono certamente fattori abilitanti, ma la loro efficacia dipende dalla capacità delle organizzazioni di ripensare strutture, processi decisionali, modelli di governance e pratiche di coordinamento. L’auspicio è che i contributi raccolti possano alimentare ulteriori riflessioni teoriche ed empiriche sul rapporto tra organizzazione, sostenibilità e digitalizzazione, offrendo al contempo indicazioni utili a manager, policy maker e studiosi impegnati nell’accompagnare le trasformazioni in corso. In una fase storica caratterizzata da elevata incertezza e crescente complessità, comprendere come organizzare la twin transition rappresenta infatti una delle sfide più rilevanti per il futuro delle organizzazioni e dei sistemi sociali.

Journal articles

Efficienza operativa digital-mediata nell’industria verde: il caso Alia Servizi Ambientali
Giuseppe Roberto Marseglia, Simonetta Iarlori, Sara Volino Coppola e Alberto Irace

Motivare le organizzazioni pubbliche alla sostenibilità
Mauro Romanelli

Twin transition in sanità: la digitalizzazione al servizio della sostenibilità
Roberta Laurita, Diego Ponte, Marco Zamarian e Alberto Zanutto

Rivoluzione digitale e sostenibile: la risposta delle PMI italiane della moda
Simona Leonelli, Niloofar Kazemargi e Francesca Di Pietro

Piccole organizzazioni nella transizione green
Mauro Romanelli

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